Consulenza aziendale e manageriale

Consulenza Creativa di Impresa

Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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 Euro... di Massimo Vasi

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Novella Fabbri (del 26/01/2015 @ 10:42:41, in Formazione Aziendale, linkato 10140 volte)

 

Il corso

Non riesci a entrare nel mondo del lavoro ?? Hai perso il lavoro e vuoi riqualificarti ?? Vuoi realizzarti nel lavoro e guadagnare bene ?? Questo è il corso che fa per te.

Obiettivi del corso

Offrire un punto di vista non convenzionale sul concetto di vendita nel terzo millennio e dare le basi delle più diffuse tecniche di vendita.

A chi è rivolto

Il corso è destinato a tutti in particolare a coloro che desiderano sviluppare il proprio potenziale, lavorare duro e realizzasi economicamente con il proprio lavoro.

Chi è il docente

Dott. Simone Carmignani, Gruppo AB Manager, consulente in organizzazione, gestione delle risorse umane e controllo di gestione nelle piccole e medie imprese e nella pubblica amministrazione.

Contenuto del corso

1        video scaricabile

2        120 slide, 10 esercizi e attestato di partecipazione

3        Durata 2 ore e mezza

 Articolazione del corso

  1.  PRIMA PARTE: Idee che muovono la mente e suggerimenti motivazionali

  2. SECONDA PARTE: Teoria e aspetti strategici della vendita

  3. TERZA PARTE: Stili e tecniche di vendita

  4. QUARTA PARTE: La gestione del cliente

  5. QUINTA PARTE: Pratica nella conduzione di una trattativa efficace di vendita

    COMINCIA A VENDERE ANCHE TU ORA !!

 RIFERIMENTI. E-mail: s.carmignani@abmanager.it - www.abmanager.it

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LINEE GUIDA PER IL REFERTO ANNUALE DEL SINDACO PER I COMUNI CON POPOLAZIONE SUPERIORE AI 15.000 ABITANTI E DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA SUL FUNZIONAMENTO DEI CONTROLLI INTERNI (ART. 148 TUEL) PER L’ESERCIZIO 2014

La relazione del Sindaco o del Presidente della Provincia sul funzionamento dei controlli interni (art. 148 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 – TUEL, come novellato dall’art. 3, co. 1, sub e) del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174 – convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 2012 n. 213 – e da ultimo dall’art. 33 del decreto legge 24 giugno 2014, n. 91, convertito dalla legge 11 agosto 2014, n. 116) conferisce compiutezza al rafforzato sistema dei controlli sulle autonomie locali, disegnato dal legislatore del 2012 al fine di garantire effettiva funzionalità al sistema di programmazione, gestione e controllo.

I controlli, come già osservato dalla Corte, nelle linee guida approvate con deliberazione 11 febbraio 2013, n. 4/SEZAUT/2013/INPR, devono costituire una base di riferimento per scelte funzionali alla realizzazione di processi di razionalizzazione della gestione e ad innescare un radicale mutamento dei comportamenti amministrativi, da conformare ai criteri della tracciabilità e della responsabilità. Gli sforzi per l’ottimizzazione della gestione devono essere concentrati sulla definizione di obiettivi e di processi che assicurino un percorso in grado di coniugare la regolarità dell’azione, intesa come rispetto del complesso delle regole finanziarie e procedurali, con l’efficacia e l’efficienza della gestione. Il complesso di queste linee di azione, che solo un sistema funzionale di controlli interni può supportare, deve condurre verso l’economicità della gestione con la riduzione dei costi di erogazione dei servizi, senza ridurne tendenzialmente la qualità e l’estensione. Il ruolo affidato agli enti territoriali nel percorso di riduzione della spesa risulta d’importanza strategica per il raggiungimento della stabilità finanziaria del Paese.

link: http://www.corteconti.it/attivita/controllo/regioni_enti_locali/linee_guida_note_istruttorie/delibera_28_2014_sezaut_inpr/

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 INTRODUZIONE

OBBLIGHI DI PUBBLICITÀ

Le recenti modifiche legislative in materia di pubblicità e trasparenza della pubblica amministrazione (cfr. da ultimo il d. lgs. 14 marzo 2013, n. 33) hanno reso necessario un intervento del Garante diretto ad assicurare l’osservanza della disciplina in materia di protezione dei dati personali nell’adempimento degli obblighi di pubblicazione sul web previsti dalle disposizioni di riferimento.

Le presenti “Linee guida” hanno, pertanto, lo scopo di definire un quadro unitario di misure e accorgimenti volti a individuare opportune cautele che i soggetti pubblici, e gli altri soggetti parimenti destinatari delle norme vigenti, sono tenuti ad applicare nei casi in cui effettuano attività di diffusione di dati personali sui propri siti web istituzionali per finalità di trasparenza o per altre finalità di pubblicità dell’azione amministrativa. Pertanto, il presente provvedimento sostituisce le precedenti “Linee guida in materia di trattamento di dati personali contenuti anche in atti e documenti amministrativi, effettuato da soggetti pubblici per finalità di pubblicazione e diffusione sul web” del 2 marzo 2011 (doc. web n. 1793203).

In via preliminare, vanno distinte, considerato il profilo del diverso regime giuridico applicabile, le disposizioni che regolano gli obblighi di pubblicità dell’azione amministrativa per finalità di trasparenza da quelle che regolano forme di pubblicità per finalità diverse (es.: pubblicità legale).

In particolare, gli obblighi di pubblicazione online di dati per finalità di “trasparenza” sono quelli indicati nel d. lgs. n. 33/2013 e nella normativa vigente in materia avente a oggetto le “informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”. A tali obblighi si applicano le indicazioni contenute nella parte prima delle presenti Linee guida.

Accanto a questi obblighi di pubblicazione permangono altri obblighi di pubblicità online di dati, informazioni e documenti della p.a. – contenuti in specifiche disposizioni di settore diverse da quelle approvate in materia di trasparenza – come, fra l’altro, quelli volti a far conoscere l’azione amministrativa in relazione al rispetto dei principi di legittimità e correttezza, o quelli atti a garantire la pubblicità legale degli atti amministrativi (es.: pubblicità integrativa dell’efficacia, dichiarativa, notizia). Si pensi, a titolo meramente esemplificativo, alle pubblicazioni ufficiali dello Stato, alle pubblicazioni di deliberazioni, ordinanze e determinazioni sull’albo pretorio online degli enti locali (oppure su analoghi albi di altri enti, come ad esempio le Asl), alle pubblicazioni matrimoniali, alla pubblicazione degli atti concernenti il cambiamento del nome, alla pubblicazione della comunicazione di avviso deposito delle cartelle esattoriali a persone irreperibili, ai casi di pubblicazione dei ruoli annuali tributari dei consorzi di bonifica, alla pubblicazione dell’elenco dei giudici popolari di corte d’assise, etc. A tali obblighi si riferiscono le indicazioni contenute nella parte seconda delle presenti Linee guida.

In tutti i casi, indipendentemente dalla finalità perseguita, laddove la pubblicazione online di dati, informazioni e documenti, comporti un trattamento di dati personali, devono essere opportunamente contemperate le esigenze di pubblicità e trasparenza con i diritti e le libertà fondamentali, nonché la dignità dell’interessato, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identità personale e al diritto alla protezione dei dati personali (art. 2 del Codice).

In tale quadro, è opportuno evidenziare che le decisioni, assunte dalle amministrazioni pubbliche o dagli altri soggetti onerati, in ordine all’attuazione degli obblighi di pubblicità sui siti web istituzionali di informazioni, atti e documenti contenenti dati personali sono oggetto di sindacato da parte del Garante al fine di verificare che siano rispettati i principi in materia di protezione dei dati personali.

Si fa presente, altresì, che la diffusione di dati personali da parte dei soggetti pubblici effettuato in mancanza di idonei presupposti normativi è sanzionata ai sensi degli artt. 162, comma 2-bis, e 167 del Codice.

Inoltre, l’interessato che ritenga di aver subito un danno – anche non patrimoniale – in particolare per effetto della diffusione di dati personali, può far valere le proprie pretese risarcitorie, ove ne ricorrano i presupposti, davanti all’autorità giudiziaria ordinaria (art. 15 del Codice).

link: http://garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/3134436

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Il parere ha per oggetto la corretta interpretazione della normativa in materia di incentivazione della progettazione interna a favore del personale dipendente ai sensi dell’art. 92 del D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (codice dei contratti pubblici).In particolare, il Presidente della Provincia pone a questa Sezione tre differenti quesiti: 1) se tra i “collaboratori” del responsabile del procedimento, degli incaricati della redazione del progetto, del piano della sicurezza, della direzione dei lavori e del collaudo, possano rientrare i dipendenti che prestano, nell’ambito della struttura competente alla realizzazione dell’opera/lavoro, attività amministrativa e/o contabile strettamente collegata ai lavori; 2) se tra i “collaboratori” destinatari delle risorse del fondo possano inoltre rientrare: a) il personale tecnico e amministrativo, assegnato alla struttura competente alla realizzazione dell’opera/lavoro, addetto ai procedimenti di esproprio delle aree sulle quali verranno realizzate le opere/i lavori; b) il personale tecnico, assegnato alla struttura competente alla realizzazione dell’opera/lavoro, addetto alle attività relative agli accatastamenti e ai frazionamenti delle aree sulle quali verranno realizzate le opere/i lavori; c) il responsabile della procedura di gara e i suoi collaboratori; 3) se tra le attività escluse dalla ripartizione delle risorse del fondo per la progettazione e l’innovazione rientrino, oltre ai lavori di manutenzione ordinaria, anche quelli di manutenzione straordinaria. Parere reso.   

link: https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=5245-22/12/2014-SRCMAR

 

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 Mark Zuckerberg torna  nuovamente a far parlare di sè.  Dopo aver creato il social che ha  cambiato per sempre le nostre  abitudini di condivisione, che ha  messo davanti al computer nonni  e bisnonni e dopo aver acquisito  Instagram e Whatsapp, ora punta  ad una delle sfere più importanti  e delicate della nostra vita : il  lavoro.

 Fonte di tale indiscrezione è il  Financial Times e sembra che la  nuova piattaforma cercherà in  tutti i modi di mettere in difficoltà  il rivale di sempre : Google.  Facebook@Work, secondo il  magazine on line Business Insider, metterà in contatto i professionisti fornendo loro gli strumenti adatti alla vita aziendale, come la gestione delle mail, l'archiviazione cloud, hangout e chat.  Con il nuovo social si potranno creare altre ai classici profili personali, anche canali, gruppi, chat tra colleghi e condivisione di documenti.

Oltre a Google chi dovrà tremare è Linkedin, il social dedicato al lavoro per eccellenza. E tale sfida non sembra assolutamente impossibile, in primo luogo poiché Facebook ha circa 4 volte (1.3 miliardi) il numero degli utenti di Linkedin (332 milioni)  ed in secondo luogo perché l'usabilità di Linkedin è stata più volte criticata, cosa invece non successa con Facebook, che al contrario nel corso degli anni ha saputo costruire una piattaforma intuitiva e ben gradita agli utenti.

La versione business di Facebook servirà ad ampliare la collaborazione tra colleghi senza mescolare lavoro e divertimento. Questa nuova idea di Zuckerberg ha un mercato che, secondo alcune stime, vale all'incirca 321 miliardi di dollari !!

Se fino ad ora Facebook era già in ufficio, ma in maniera nascosta ed in alcuni casi anche vietata, ora entra in ufficio dalla porta principale e cioè con il benestare del capo, che non sempre vede l'utilizzo dei social network di buon occhio. Una piccola curiosità ... la versione da ufficio a cui si sta lavorando è già utilizzata dai dipendenti dell'azienda Facebook.

Facebook per ora non commenta la notizia, ma le critiche invece si fanno sentire.Il magazine ZDNet ad esempio, è molto scettico al riguardo, perchè nel mondo aziendale, la protezione dei dati e la privacy sono fondamentali e verrebbero meno tutti gi standard relativi alla sicurezza ed alla riservatezza.

Non sottovalutiamo però le novità introdotte sul social in tema di privacy dal 2015 per migliorare la fiducia dell'utente. Potrebbero proprio essere il segnale di inizio affinché la piattaforma si posizioni in modo autorevole anche nel panorama del business.

Forse Zuckerberg anche questa volta ha avuto una bella intuizione. Scommette sul lavoro in un periodo di profonda crisi come e questa scommessa potrebbe invece rappresentare il futuro della comunicazione e della condivisione, sia per trovare che per offrire lavoro a livello mondiale.

Aspettiamo di vedere gli sviluppi.

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CAPO III

STRUMENTI PER PREVENIRE IL FORMARSI DI RITARDI DEI PAGAMENTI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

ARTICOLO 41.

(Attestazione dei tempi di pagamento).

1. A decorrere dall’esercizio 2014, alle relazioni ai bilanci consuntivi o di esercizio delle pubbliche amministrazioni, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è allegato un prospetto, sottoscritto dal rappresentante legale e dal responsabile finanziario, attestante l’importo dei pagamenti relativi a transazioni commerciali effettuati dopo la scadenza dei termini previsti dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, nonché l’indicatore annuale di tempestività dei pagamenti di cui all’articolo 33 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. In caso di superamento dei predetti termini, le medesime relazioni indicano le misure adottate o previste per consentire la tempestiva effettuazione dei pagamenti.

L’organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile verifica le attestazioni di cui al primo periodo, dandone atto nella propria relazione. Per le Amministrazioni dello Stato, in sede di rendiconto generale, il prospetto di cui al primo periodo è allegato a ciascuno stato di previsione della spesa.

2. Al fine di garantire il rispetto dei tempi di pagamento di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, esclusi gli enti del Servizio sanitario nazionale, che, sulla base dell’attestazione di cui al medesimo comma, registrano tempi medi nei pagamenti superiori a 90 giorni nel 2014 e a 60 giorni a decorrere dal 2015, rispetto a quanto disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, nell’anno successivo a quello di riferimento non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. È fatto altresì divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della presente disposizione.

3. La riduzione degli obiettivi di cui al comma 122 dell’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220 è applicata, sulla base dei criteri individuati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze di cui al medesimo comma 122, esclusivamente agli enti locali che risultano rispettosi dei tempi di pagamento previsti dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, come rilevato nella certificazione del patto di stabilità interno.

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