Consulenza aziendale e manageriale

Consulenza Creativa di Impresa

Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
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 LOGO CHUPA CHUPS... di Novella Fabbri

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Gianfranco Modica (del 28/09/2012 @ 14:51:38, in Formazione Aziendale, linkato 24103 volte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ieri, 27 Settembre, si è tenuto a Rieti, l'evento formativo gratuito, organizzato in collaborazione con la CNA di Rieti.
Abbiamo avuto il piacere di confrontarci con una trentina di Imprenditori del territorio, che hanno deciso di investire il loro tempo per essere nostri ospiti.

Come promesso, abbiamo cercato di trasferire competenze e nuove strategie per affrontare attivamente e con determinazione questo brutto periodo di crisi.

Dopo la coinvolgente introduzione della Dott.ssa Enza Bufacchi, Direttrice di CNA Rieti, i coofondatori di ABManager, Gianfranco Modica, Gianluca Pompa e Massivo Vasi hanno portato avanti i loro interventi formativi con una entusiasmante partecipazione di tutti gli Ospiti.

Abbiamo inoltre avuto il piacere di ascoltare le esperienze  di Massimo Dominici, titolare di Modoal Srl (www.modoal.it) e Giuseppina di Fiore (Titolare di due punti vendita a marchio Prenatal), attraverso il simpatico metodo dell'intervista Doppia.

Ci teniamo a ringraziare nuovamente tutti, e in particolar modo alla Dott.ssa Bufacchi, a  Massimo Dominici, a Giuseppina Di fiore e alla simpaticissima Francesca che ha dato il suo prezioso contributo all'organizzazione.

Ci teniamo ad avervi tutti presenti alla prossima occasione.
A Presto!

   

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Il gruppo AB Manager è una realtà relativamente giovane. Anagraficamente siamo più che giovani, ma professionalmente ognuno di noi per la materia di sua competenza, ha una elevata conoscenza, capacità e professionalità.
Abbiamo avuto la fortuna di finire presto l’università e di immergerci immediatamente in quella parte della vita tanto affascinante quanto dura e lunga che è il mondo del lavoro. Dopo anni di attività all’interno di diverse realtà aziendali, abbiamo deciso di fare il grande passo e di diventare imprenditori di noi stessi.


Mi sento di scrivere queste parole perché, nonostante le mille ed una difficoltà, offese varie ricevute da chi un tempo si professava un caro amico, noi di AB Manager non solo abbiamo continuato per la nostra strada, ma abbiamo anche sentito il bisogno di crescere.  Infatti per l’estate appena passata ci eravamo dati un compito ben preciso. Studiare !!Eh si studiare ! E’ proprio vero, non si finisce mai di imparare. Più avanti capirete cosa e perché.


Oggi, purtroppo per noi, c’è troppa gente che dice di essere consulente, creando così false aspettative e di­storsioni sulla professione. Ma non è vero che tutti lo sono, non basta infatti avere un bel logo ed un bel biglietto da visita con su scritto il proprio nome, magari con la sigla Dott. davanti e la parola consulente sotto. Occorre ben altro.


Prima di scegliere un consulente è importante sapere che cosa l'azienda vuole risolvere e quali obiettivi vuole raggiungere. Se non vengono identificati i problemi da risolvere è impossibile definire la professionalità del consulente che ci si trova davanti.


La nostra idea, che è poi quella che cerchiamo di portare all’interno delle aziende per cui lavoriamo è che il consulente è un veicolo di un cambiamento aziendale. Infatti il consulente ha ragione di esistere solo quando c'è o si vuole introdurre un cambiamento. Quando un'azienda ha subito perdite pazzesche, oppure quando vuole semplicemente sviluppare nuove strategie, o vuole ristrutturare la propria organizzazione, o introdurre nuovi processi finanziari o progettare un nuovo sistema distributivo. Ecco in tutti questi casi è necessario un buon Consulente di direzione, che sia in grado di aiutare l'azienda a cambiare.


Purtroppo la professione del consulente di direzione non è regolata in alcun modo e non esiste un ordine specifico di appartenenza. E così il nostro studio di quest’estate si è concentrato sull’importantissima norma UNI EN 16114 intitolata "Consulenza di direzione - consulenza di management". All’interno del CEN/TC 381 "Management consultancy services", comitato di progetto con segreteria italiana, è stata pubblicata la UNI EN 16114, norma che probabilmente sarà presto proposta anche in sede ISO, varcando i confini d’Europa. La norma, dal titolo "Consulenza di direzione (consulenza di management)" tratta aspetti legali, etici, di gestione, di comunicazione, di progettazione e realizzazione dell’incarico di consulenza.

Questa norma propone good practices nel servizio della Consulenza di Management e aiuta a fornire un livello maggiore di maturità di approccio al mercato di riferimento, svilup­pando trasparenza e comprensione nell’inte­razione tra cliente e consulente.


Gli esperti che hanno operato nell’organo tecnico hanno così composto un testo che consente ora al mondo della consulenza internazionale di dialogare con un linguaggio comune. Ora in ogni paese sarà designato un “ambasciatore” che avrà il compito sia di sensibilizzare il mercato sull’importanza del documento, sia di raccogliere indicazioni in vista di possibili futuri miglioramenti.


Per comprendere meglio, riproduciamo quanto detto da Marco Beltrami, Presidente APCO (Associazione Professionale Italiana consulenti di management) in merito alla norma ed alla sua importanza.


“Ci troviamo in una situazione strana: svolgia­mo la professione del futuro, operiamo in un mercato aperto senza vincoli di alcun tipo e molto concorrenziale, eppure siamo consape­voli che non operiamo in una situazione ideale. La consulenza non qualificata, i falsi consulenti (gli amici, gli improvvisati...), la deresponsabi­lizzazione della consulenza hanno creato una situazione che non favorisce dinamiche corrette tra domanda e offerta finendo per deprimere il mercato. Anche fra noi consulenti ci sono poi posizioni diverse, legate a storia, competenze, mercati di riferimento, tra chi ritiene che il brand e la notorietà siano tutto e chi pensa che qual­che forma di “qualificazione” sia necessaria.”…


“Una norma come EN 16114 diventa allora uno stimolo, un aiuto, un riferimento da adottare per provare a rendere più trasparente il rap­porto consulenza-mercato. Ci possono essere diversi modi di affrontare il tema: l’importante è cogliere questa opportunità, rendersi conto del momento politico ed economico, della richie­sta del mercato, e fare qualcosa.”


Scopo e driver della norma


La nuova norma, emessa a novembre 2011, fornisce linee guida per l'erogazione dei servizi di consulenza di direzione (management consulting).


Ha valenza europea ed è applicabile a tutti i consulenti di management, che operino in organizzazioni pubbliche o private, in enti governativi o no-profit, in unità di consulenza interna o strutture esterne, a prescindere dalle dimensioni o dalle specializzazioni.

La norma si applica, quindi, a qualsiasi tipo di commessa e per ogni tipo di cliente. E' rivolta ai consulenti e perciò non impone alcun obbligo al cliente.


Lo scopo strategico è di migliorare ed incre­mentare la trasparenza e la chiarezza nella relazione tra domanda e offerta. Questo dovrebbe condurre a migliori risultati in merito ai progetti e a ridurre le barriere transnazio­nali di questo mercato (industry). L’applicazione della EN 16114 dovrebbe per­mettere ai consulenti di fornire valore ag­giunto ai clienti, attraverso raccomandazioni per migliorare l’elaborazione e la descrizione dell’offerta (contratto), la realizzazione, la va­lutazione e la conclusione dei progetti. Ridur­re così i rischi correlati all’assegnazione degli incarichi. Inoltre, ha lo scopo di aumentare l’efficacia delle prestazioni e accelerare lo sviluppo del­la professionalità e del business.


I driver, cioè i principi guida che la caratteriz­zano sono:

1.       la redazione con criteri di guida

2.       l’indipendenza da certificazione

3.       la focalizzazione sul consulente e non sul cliente

4.       l’applicabilità a: tutte le tipologie di consu­lenti di management e di incarico e a tutte le tipologie di   clienti, indipendentemente dal­le dimensioni, natura della proprietà e del business, degli specialismi…

5.       la focalizzazione sui risultati

6.       la protezione e lo sviluppo dell’innovazione e della differenziazione

7.       l’enfasi sull’importanza della comprensione dei bisogni e delle aspettative del cliente


Fasi della norma

La norma europea é strutturata per riflettere, in ottica di processo, le fasi di un incarico di consulenza di management. Ogni fase vede l’individuazione di: input, attività necessarie alla realizzazione e output (quale input della fase successiva). Descrive, inoltre, le linee di condotta (policies) e le linee guida per la valutazione e il miglioramento del progetto di consulenza durante tutto il suo percorso.


La fase di offerta (offering to client)

Gli input della fase di offerta includono il con­testo esterno in cui opera il cliente, la sua or­ganizzazione, l’individuazione dei suoi bisogni e delle sue aspettative e i potenziali vincoli e rischi inerenti al progetto di consulenza. Lo scopo della fase è quindi il raggiungimen­to di un accordo, legalmente vincolante, tra consulente e cliente relativo a un incarico.

Il contenuto dell’offerta riguarda:

1.       il contesto

2.       la descrizione delle caratteristiche del pro­getto di consulenza

3.       i risultati attesi

4.       l’approccio e il piano operativo

5.       i ruoli e le responsabilità

6.       i termini e le condizioni

La fase di realizzazione (execution)


L’accordo raggiunto con il cliente rappresenta l’input di questa fase.

Lo scopo è quindi la realizzazione del pro­getto di consulenza secondo quanto stabili­to nell’offerta: raggiungimento degli obiettivi dell’incarico e continuo sviluppo e valutazio­ne del progetto.


Gli elementi che caratterizzano questa fase sono:


1.       la ridefinizione del piano di lavoro

2.       l’implementazione del piano di lavoro

3.       la gestione e il monitoraggio delle risorse impegnate nel progetto

4.       l’approvazione e accettazione da parte del cliente


La fase di chiusura (closure)

I risultati delle prime due fasi costituiscono gli input della fase di chiusura. Il processo di conclusione è rappresentato dal momento in cui il cliente approva ed accetta i risultati de­rivanti dal progetto ed entrambe le parti con­siderano così completato l’incarico.

Elementi caratterizzanti questa fase:

1.       gli aspetti legali e contrattuali

2.       la valutazione finale

3.       gli aspetti amministrativi

4.       la comunicazione

5.       la considerazione della permanenza di pro­blematiche minori

Vissuto della norma: il melting pot cul­tural-professionale


Le iniziali motivazioni e gli scopi dei singoli paesi alla partecipazione stessa al progetto CEN PC381, le culture differenti a confronto, l’eterogeneità delle esperienze professionali caratterizzanti i partecipanti (membri di enti normatori, singoli consulenti, società di con­sulenza, associazioni professionali,…), le dif­ferenti personalità dei partecipanti ai gruppi e sottogruppi createsi durante il progetto sono stati gli ingredienti della norma europea.


La continua rivisitazione dei lavori dei sot­togruppi, le innumerevoli ancorché legitti­me osservazioni dei singoli partecipanti e la permanenza di posizioni meno orientate alla mediazione hanno condotto la delegazione italiana alla scelta strategica del ragionevole compromesso per privilegiare così l’obiettivo del CEN PC381, ovvero la creazione della pri­ma norma europea.


Essendo quindi un quadro di riferimento comune europeo, i singoli paesi potranno riferirsi ad esso per elaborare e realizzare specifiche norme/linee guida che non siano in contrasto con esso ma che tengano conto della storia, dei caratteri culturali, della strut­tura del mercato e delle prassi professionali e legislative che li caratterizzano.

Alcuni esempi delle issues più significative am­piamente discusse e che riflettono i variegati approcci alla consulenza di management:

                        1. should vs shall . In altri termini, norma vin­colante o linea guida

                        2. focus solo sul consulente e non sul cliente

                        3. inclusione od esclusione del tema competenze.

Considerazioni di sintesi

La comunità italiana del management con­sulting sta già considerando la EN 16114 come punto di riferimento operativo per la rivisita­zione delle norme italiane riguardanti il pro­cesso, inserendo anche la fase di offerta al mercato, cioè la dimensione strategica.

Le norme UNI/CEN hanno creato e cercano di focalizzare sempre meglio una professione dai contorni sfumati, da un perimetro cultu­rale ed operativo meno definito di altre pro­fessioni.

Accreditare la consulenza significa, al­lora, riconoscerla quale motore dello sviluppo; perché metta a disposizione competenze professionali di alto profilo; perché favorisca l’interscambio di cono­scenze e la riduzione degli spread cultu­rali e professionali.

Interessante vero ?  Se una delle ragioni iniziali della norma era quel­la di aiutare i clienti a gestire il “rischio” connesso all’utilizzo dei servizi professionali, oggi la norma risponde a ben altre necessità. E’ una linea guida che aiuta a comprendere come selezio­nare, gestire e valutare i talenti che, in condizione di autonomia ed indipenden­za, sono il nuovo driver per lo sviluppo dell’impresa.


Asia, America e Cana­da chiedono che diventi norma Iso ed Icmci ha già deliberato di procedere in questa direzione. Se le nostre energie sono orientate verso questo obiettivo, oggi la promozione e l’effettivo utilizzo della norma EN 16114 dipende da cia­scuno di noi. Avanti tutta !!!

di Maria Novella Fabbri
 

 

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