Consulenza aziendale e manageriale

Consulenza Creativa di Impresa

Un'idea che non sia pericolosa non merita affatto di essere chiamata idea

Oscar Wilde
Immagine
 LOGO CHUPA CHUPS... di Novella Fabbri

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Novella Fabbri (del 30/08/2012 @ 15:23:35, in NOTIZIE DI CONSULENZA IN EVIDENZA, linkato 29098 volte)

 

 

Sono i gelati italiani più famosi del mondo e contano di diventarlo ancora di più, anche in tempo di crisi. “La nostra vera gioia? Un bambino che sorride mentre mangia un gelato Grom.” Ma di chi stiamo parlando ?

Grom inaugura a maggio del 2003 la prima gelateria nel centro di Torino ed il successo è immediato: code di 15-20 metri e sorrisi entusiasti incoraggiano i due soci fondatori Federico Grom ed il suo amico Guido Martinetti a fare ancora meglio. Nel Gennaio 2005 investono in un laboratorio di produzione adatto a soddisfare le esigenze degli altri negozi Grom che si vanno ad aprire nello stesso anno. Il fine è sempre lo stesso: offrire il meglio. Le miscele liquide vengono controllate da un team di esperti e quindi distribuite 3 volte alla settimana, grazie a un rigoroso controllo della temperatura, presso ogni gelateria e qui mantecate.


La centralizzazione della prima fase della produzione (la miscelazione degli ingredienti), consente il mantenimento del rigore produttivo, impossibile se demandato al gelataio di ogni singolo punto vendita, e soprattutto a trattare alcuni tipi di frutta disponibili solo presso i rispettivi consorzi e non presso i mercati generali di frutta di ogni città. Altrettanto il gelato viene "mantecato" fresco ogni giorno presso tutti i negozi Grom, raggiungendo un'eccellenza qualitativa di valore assoluto.


Nascono così i gusti che rendono Grom famosa in Italia e nel mondo: il limone Sfusato di Amalfi, la nocciola Tonda Gentile Trilobata delle Langhe, la pesca di Leonforte, il pistacchio di Bronte e così via.

Grom attrae da subito le attenzioni della stampa specializzata e non: scrivono di loro Carlin Petrini, Davide Paolini, Paolo Massobrio, ma anche il New York Times ed il New York Sun, la televisione NBC intervista i due soci durante il programma nazionale "Today Show" durante le Olimpiadi di Torino, e li premiano Slow Food e la Provincia di Torino come "Master of Food".

Nel 2007 nasce il primo negozio all'estero, a New York, dove da subito si formano file di 30 e più metri, e finalmente Grom e Martinetti riescono  a realizzare uno dei loro progetti più ambiziosi: comprare 8 ha di terreno a Costigliole d'Asti, e creare l'azienda agricola Mura Mura, dove vengono piantate pesche, albicocche, pere, fichi fragole e meloni: l'obiettivo è sempre quello di ottenere la miglior frutta possibile, a coltivazione biologica, nel rispetto dei tempi della natura e dell'ambiente.


Nel 2008 inaugurano a Parigi (e ne scrive Le Monde) e nel 2009 aprono il primo negozio in Giappone, a Tokyo; nasce poi l'importantissimo progetto ecologico "Grom Loves World": nel quale si sostiene con forza il rispetto per l'ambiente e l'ecosostenibilità. Tutta la plastica utilizzata per cucchiaini, sacchetti per il gelato d'asporto e per la spazzatura viene sostituita dal Materbi, uno straordinario materiale che deriva dall'amido di mais e da olii vegetali, completamente biodegradabile, e la carta viene certificata dal più importante ente internazionale per la gestione forestale responsabile, l' Fsc, per una corretta gestione delle foreste e delle condizioni di vita delle popolazioni indigene.Inizia la raccolta differenziata dei rifiuti in ogni negozio e vengono acquistati nuovi vettori con basse emissioni di CO2 per la logistica.


Luglio 2012. La catena chiuderà il 2012 con 30 milioni di ricavi in più e più di 600 dipendenti nel picco estivo, oltre l’80% donne ed il 75% con meno di 33 anni. Le gelaterie Grom sono 59, di cui 10 all’estero. Compresi i negozi di Malibù e New York (più il “cart”, il carretto al Central Park), Osaka e Tokio. Il sogno di Federico ( laurea in Economia e mente finanziaria e che ha prestato il suo nome all’azienda) e di Guido ( enologo e responsabile del prodotto) si è trasformato in realtà grazie a 65mila euro investiti per la prima gelateria aperta a Torino nel 2003. Il segreto del loro successo ? La ricerca costante e rigorosa di ingredienti di prima qualità provenienti dalle migliori produzioni del mondo o fatti in casa. L’obiettivo, che dovrebbero seguire tanti altri giovani è di esportare il meglio del “made in Italy” a tavola. Bisogna puntare sulla qualità e non sulla quantità. Un consiglio ai giovani ? “Avere coraggio e rischiare nonostante in giro ci siano, a partire dai genitori, troppi demolitori di sogni!”.

Grandi ragazzi !!


Per saperne di più : http://www.grom.it

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

...
“I Comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, che dall’anno 2013 saranno chiamati ad osservare, in virtù dell’art. 16, comma 31, del D.L. n. 138/2011, le regole del Patto di stabilità interno, sono suscettibili di incorrere nel divieto di assunzioni
previsto dal comma 4 dell’art. 76 del D.L. n. 112/2008 soltanto a decorrere dall’anno 2014, in quanto la valenza chiaramente sanzionatoria del divieto, ricollegabile alla inosservanza dei vincoli stabiliti col Patto di stabilità, restringe l’ambito soggettivo di operatività della disposizione ai soli enti connotati dalla esistenza di un pregresso vincolo obbligatorio, in forza del quale, gli stessi, possono essere chiamati a rispondere dell’inadempimento ad essi imputabile”.
“L’assenza di specifiche disposizioni di diritto intertemporale in ordine all’applicazione dei nuovi vincoli alla spesa di personale, quali derivano dall’estensione della disciplina del Patto di stabilità interno ai Comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti, non consente di legittimare interpretazioni additive o derogatorie dell’art. 76, comma 7, del D.L. n 112/2008 e successive modificazioni, sussistendo margini organizzativi idonei a colmare eventuali deficit di competenze tecniche o amministrative, legati all’inadeguatezza degli organici o alla insufficienza di risorse economiche dei Comuni di più ridotte dimensioni, che avrebbero potuto pregiudicare il compiuto assolvimento dei servizi e delle funzioni fondamentali che la Costituzione demanda agli enti locali”.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

...

Art. 2. Riduzione delle dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni

1. Gli uffici dirigenziali e le dotazioni organiche delle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie, degli enti pubblici non economici, degli enti di ricerca, nonché degli enti pubblici di cui all'articolo 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni ed integrazioni sono ridotti, con le modalità previste dal comma 5, nella seguente misura:

a) gli uffici dirigenziali, di livello generale e di livello non generale e le relative dotazioni organiche, in misura non inferiore, per entrambe le tipologie di uffici e per ciascuna dotazione, al 20 per cento di quelli esistenti;
b) le dotazioni organiche del personale non dirigenziale, apportando un ulteriore riduzione non inferiore al 10 per cento della spesa complessiva relativa al numero dei posti di organico di tale personale. Per gli enti di ricerca la riduzione di cui alla presente lettera si riferisce alle dotazioni organiche del personale non dirigenziale, esclusi i ricercatori ed i tecnologi.

2. Le riduzioni di cui alle lettere a) e b) del comma 1 si applicano agli uffici e alle dotazioni organiche risultanti a seguito dell'applicazione dell'articolo 1, comma 3, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148 per le amministrazioni destinatarie; per le restanti amministrazioni si prendono a riferimento gli uffici e le dotazioni previsti dalla normativa vigente.

3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il totale generale degli organici delle forze armate è ridotto in misura non inferiore al 10 per cento. Con il predetto decreto è rideterminata la ripartizione dei volumi organici di cui all’articolo 799 del decreto legislativo n. 66 del 2010. Al personale in eccedenza si applicano le disposizioni di cui al comma 11 lettere da a) a d) del presente articolo; il predetto personale, ove non riassorbibile in base alle predette disposizioni, è collocato in aspettativa per riduzione quadri ai sensi e con le modalità di cui agli articoli 906 e 909, ad eccezione dei commi 4 e 5, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66.

4. Per il comparto scuola e AFAM continuano a trovare applicazione le specifiche discipline di settore.

5. Alle riduzioni di cui al comma 1 si provvede, con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, da adottare entro il 31 ottobre 2012, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze considerando che le medesime riduzioni possono essere effettuate selettivamente, anche tenendo conto delle specificità delle singole amministrazioni, in misura inferiore alle percentuali ivi previste a condizione che la differenza sia recuperata operando una maggiore riduzione delle rispettive dotazioni organiche di altra amministrazione.

6. Le amministrazioni per le quali non siano stati emanati i provvedimenti di cui al comma 5 entro il 31 ottobre 2012 non possono, a decorrere dalla predetta data, procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsiasi contratto. Fino all'emanazione dei provvedimenti di cui al comma 5 le dotazioni organiche sono provvisoriamente individuate in misura pari ai posti coperti alla data di entrata in vigore del presente decreto; sono fatte salve le procedure concorsuali e di mobilità nonché di conferimento di incarichi ai sensi dell'articolo 19, commi 5-bis, del decreto legislativo n. 165 del 2001 e le procedure per il rinnovo degli incarichi.

7. Sono escluse dalla riduzione del comma 1 le strutture e il personale del comparto sicurezza e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, il personale amministrativo operante presso gli uffici giudiziari, il personale di magistratura. Sono altresì escluse le amministrazioni interessate dalla riduzione disposta con il decreto-legge 27 giugno 2012, n. 87, recante “Misure urgenti in materia di efficientamento, valorizzazione e dismissione del patrimonio pubblico, di razionalizzazione dell’amministrazione economico-finanziaria, nonché misure di rafforzamento del patrimonio delle imprese del settore bancario”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 giugno 2012, n. 148, nonché la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha provveduto alla riduzione con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 15 giugno 2012.

8. Per il personale degli enti locali si applicano le disposizioni di cui all’articolo 16, comma 8.

9. Restano ferme le vigenti disposizioni in materia di limitazione delle assunzioni.

10. Entro sei mesi dall’adozione dei provvedimenti di cui al comma 5 le amministrazioni interessate adottano i regolamenti di organizzazione, secondo i rispettivi ordinamenti, applicando misure volte:

a) alla concentrazione dell'esercizio delle funzioni istituzionali, attraverso il riordino delle competenze degli uffici eliminando eventuali duplicazioni;
b) alla riorganizzazione degli uffici con funzioni ispettive e di controllo;
c) alla rideterminazione della rete periferica su base regionale o interregionale;
d) all'unificazione, anche in sede periferica, delle strutture che svolgono funzioni logistiche e strumentali, compresa la gestione del personale e dei servizi comuni;
e) alla conclusione di appositi accordi tra amministrazioni per l’esercizio unitario delle funzioni di cui alla lettera d), ricorrendo anche a strumenti di innovazione amministrativa e tecnologica e all'utilizzo congiunto delle risorse umane;
f) alla tendenziale eliminazione degli incarichi di cui all’articolo 19, comma 10, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

11. Per le unità di personale eventualmente risultanti in soprannumero all'esito delle riduzioni previste dal comma 1, le amministrazioni, fermo restando per la durata del soprannumero il divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo, compresi i trattenimenti in servizio, avviano le procedure di cui all’articolo 33 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, adottando, ai fini di quanto previsto dal comma 5 dello stesso articolo 33, le seguenti procedure e misure in ordine di priorità:

a) applicazione, ai lavoratori che risultino in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi i quali, ai fini del diritto all'accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico in base alla disciplina vigente prima dell’entrata in vigore dell’articolo 24 del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, avrebbero comportato la decorrenza del trattamento medesimo entro il 31 dicembre 2014, dei requisiti anagrafici e di anzianità contributiva nonché del regime delle decorrenze previsti dalla predetta disciplina pensionistica, con conseguente richiesta all'ente di appartenenza della certificazione di tale diritto. Si applica, senza necessità di motivazione, l'articolo 72, comma 11, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. Ai fini della liquidazione del trattamento di fine rapporto comunque denominato, per il personale di cui alla presente lettera:

1) che ha maturato i requisiti alla data del 31 dicembre 2011 il trattamento di fine rapporto medesimo sarà corrisposto al momento della maturazione del diritto alla corresponsione dello stesso sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1, commi 22 e 23, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;
2) che matura i requisiti indicati successivamente al 31 dicembre 2011 in ogni caso il trattamento di fine rapporto sarà corrisposto al momento in cui il soggetto avrebbe maturato il diritto alla corresponsione dello stesso secondo le disposizioni dell’articolo 24 del citato decreto-legge n. 201 del 2011 e sulla base di quanto stabilito dall’articolo 1, comma 22, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148;

b) predisposizione, entro il 31 dicembre 2012, di una previsione delle cessazioni di personale in servizio, tenuto conto di quanto previsto dalla lettera a) del presente comma, per verificare i tempi di riassorbimento delle posizioni soprannumerarie;
c) individuazione dei soprannumeri non riassorbibili entro due anni a decorrere dal 1° gennaio 2013, al netto dei collocamenti a riposo di cui alla lettera a);
d) in base alla verifica della compatibilità e coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica e del regime delle assunzioni, in coerenza con la programmazione del fabbisogno, avvio di processi di mobilità guidata, anche intercompartimentale, intesi alla ricollocazione, presso uffici delle amministrazioni di cui al comma 1 che presentino vacanze di organico, del personale non riassorbibile secondo i criteri del collocamento a riposo da disporre secondo la lettera a). I processi di cui alla presente lettera sono disposti, previo esame con le organizzazioni sindacali che deve comunque concludersi entro trenta giorni, mediante uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, di concerto con i Ministeri competenti e con il Ministro dell'economia e delle finanze. Il personale trasferito mantiene il trattamento economico fondamentale ed accessorio, limitatamente alle voci fisse e continuative, corrisposto al momento del trasferimento nonché l'inquadramento previdenziale. Nel caso in cui il predetto trattamento economico risulti più elevato rispetto a quello previsto è attribuito per la differenza un assegno ad personam riassorbibile con i successivi miglioramenti economici a qualsiasi titolo conseguiti. Con lo stesso decreto è stabilita un'apposita tabella di corrispondenza tra le qualifiche e le posizioni economiche del personale assegnato;
e) definizione, previo esame con le organizzazioni sindacali che deve comunque concludersi entro trenta giorni, di criteri e tempi di utilizzo di forme contrattuali a tempo parziale del personale non dirigenziale di cui alla lettera c) che, in relazione alla maggiore anzianità contribuiva, è dichiarato in eccedenza, al netto degli interventi di cui alle lettere precedenti. I contratti a tempo parziale sono definiti in proporzione alle eccedenze, con graduale riassorbimento all’atto delle cessazioni a qualunque titolo ed in ogni caso portando a compensazione i contratti di tempo parziale del restante personale.

12. Per il personale non riassorbibile nei tempi e con le modalità di cui al comma 11, le amministrazioni dichiarano l’esubero, comunque non oltre il 30 giugno 2013. Il periodo di 24 mesi di cui al comma 8 dell’articolo 33 del decreto legislativo n. 165 del 2001 può essere aumentato fino a 48 mesi laddove il personale collocato in disponibilità maturi entro il predetto arco temporale i requisiti per il trattamento pensionistico.

13. La Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica avvia un monitoraggio dei posti vacanti presso le amministrazioni pubbliche e redige un elenco, da pubblicare sul relativo sito web. Il personale iscritto negli elenchi di disponibilità può presentare domanda di ricollocazione nei posti di cui al medesimo elenco e le amministrazioni pubbliche sono tenute ad accogliere le suddette domande individuando criteri di scelta nei limiti delle disponibilità in organico, fermo restando il regime delle assunzioni previsto mediante reclutamento. Le amministrazioni che non accolgono le domande di ricollocazione non possono procedere ad assunzioni di personale.

14. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche in caso di eccedenza dichiarata per ragioni funzionali o finanziarie dell’amministrazione.

15. Fino alla conclusione dei processi di riorganizzazione di cui al presente articolo e comunque non oltre il 31 dicembre 2015 sono sospese le modalità di reclutamento previste dall’articolo 28-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.

16. Per favorire i processi di mobilità di cui al presente articolo le amministrazioni interessate possono avviare percorsi di formazione nell'ambito delle risorse finanziarie disponibili.

17. Nell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, le parole “fatta salva la sola informazione ai sindacati, ove prevista nei contratti di cui all’articolo 9” sono sostituite dalle seguenti: “fatte salve la sola informazione ai sindacati per le determinazioni relative all’organizzazione degli uffici ovvero di esame congiunto per le misure riguardanti i rapporti di lavoro, ove previste nei contratti di cui all’articolo 9”.

18. Nell’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165:

a) le parole “previa consultazione delle organizzazioni sindacali rappresentative” sono sostituite dalle seguenti: “previa informazione, preventiva o successiva, delle organizzazioni sindacali rappresentative ove prevista nei contratti di cui all’articolo 9 ”.
b) dopo il primo periodo, sono inseriti i seguenti: “Nei casi in cui processi di riorganizzazione degli uffici comportano l’individuazione di esuberi o l’avvio di processi di mobilità, al fine di assicurare obiettività e trasparenza, le pubbliche amministrazioni sono tenute a darne informazione, ai sensi dell’articolo 33, alle organizzazioni sindacali rappresentative del settore interessato e ad avviare con le stesse un esame sui criteri per l'individuazione degli esuberi o sulle modalità per i processi di mobilità. Decorsi trenta giorni dall'avvio dell'esame, in assenza dell'individuazione di criteri e modalità condivisi, la pubblica amministrazione procede alla dichiarazione di esubero e alla messa in mobilità”.

19. Nelle more della disciplina contrattuale successiva all’entrata in vigore del presente decreto è comunque dovuta l’informazione alle organizzazioni sindacali su tutte le materie oggetto di partecipazione sindacale previste dai vigenti contratti collettivi.

20. In attuazione del taglio del 20% operato sulle dotazioni organiche dirigenziali di I e II fascia della Presidenza del Consiglio dei ministri, al fine di riorganizzare le strutture della stessa Presidenza sulla base di criteri di economicità e rigoroso contenimento della spesa, gli incarichi di I e II fascia conferiti ai sensi dell'articolo 19, commi 5-bis, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, cessano alla data del 1° ottobre 2012 e non sono rinnovabili, mentre quelli conferiti ai sensi del comma 6 del medesimo articolo 19 cessano alla scadenza dell'attuale mandato governativo, ovvero se antecedente alla data stabilita nel decreto di conferimento dell'incarico.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Massimo Vasi (del 13/08/2012 @ 10:56:10, in NOTIZIE DI CONSULENZA IN EVIDENZA, linkato 31540 volte)

  

Recentemente mi capita spesso di seguire i programmi di Gordon Ramsay in TV; li ho scoperti da poco e mi hanno colpito per le analogie e le implicazioni che se ne possono trarre per il mondo aziendale.

Ramsay è un famoso chef britannico (si è affermato in Inghilterra ma è scozzese di nascita) che ha ricevuto moltissimi riconoscimenti internazionali, tra i quali una decina di stelle Michelin; la sua carriera non è solo gastronomica, anzi, si può dire che la vera ragione del suo indiscutibile successo non è solo l’indiscussa abilità tra i fornelli, bensì la capacità di diffondere la sua arte attraverso l’apertura diretta e indiretta di ristoranti in tutto il mondo e soprattutto la partecipazione da protagonista a molti programmi televisivi del tipo reality show.

Uno di questi programmi è chiamato Kitchen Nightmares (“Cucine da incubo”, non letterale) nel quale lo Chef Ramsay è invitato dai proprietari a passare qualche giorno nel loro ristorante ormai prossimo al fallimento con lo scopo di rivitalizzarne il successo presso il pubblico e quindi le stesse sorti imprenditoriali.

Il primo giorno Gordon arriva nel ristorante e viene servito come se fosse un comune cliente; di solito non mangia quasi niente e si lamenta vistosamente di ogni singola portata.

Il secondo giorno assiste alle operazioni della cucina e del servizio ai tavoli e anche in questa occasione non si trattiene dal commentare l’operato di tutti, anche in modo abbastanza colorito.

Nei giorni successivi cerca di sottolineare a tutti quali errori commettono e quali sarebbero invece i comportamenti e gli atteggiamenti giusti da adottare; quando riesce a convincere la maggior parte degli addetti sulla validità delle soluzioni, di solito cambia anche tutto il layout del locale e della cucina, magari anche sostituendo una parte delle attrezzature.

In genere la somma e la sintesi dei cambiamenti proposti sembra ridare fiducia e slancio agli imprenditori e tutto si conclude con saluti ed abbracci riconoscenti.

Simpatico e caratteristico. Ma quali sono gli aspetti che ci interessano di più? Sicuramente l’atteggiamento degli imprenditori.

Fin dal primissimo giorno di Ramsay nel loro locale, cioè quando assaggia i loro piatti, quasi tutti si sentono mortificati e quasi offesi dal fatto che viene messa in discussione la loro capacità tecnica culinaria; “chi è questo che arriva da non si sa dove e critica aspramente la mia abilità?” - “io sono bravo, sono gli altri che non mi aiutano” – “sono i clienti che non capiscono la mia bravura” – etc. etc.

Poi le cose peggiorano quando il protagonista entra in cucina e comincia a criticare aspramente la gestione del personale addetto e l’organizzazione del lavoro, e tutto in un crescendo di resistenza psicologica da parte del proprietario che vede il suo castello di certezze e convinzioni crollare in un attimo.

Fortunatamente, almeno nel programma, tutto trova una soluzione positiva quando il responsabile decide che è il momento di lasciarsi guidare e condivide le scelte di Gordon accettandone i consigli e promettendo di seguirli anche a riflettori spenti.

Il parallelismo con le piccole e medie aziende è evidente ed immediato.

L’imprenditore si rende conto che i risultati della propria azienda non sono soddisfacenti e qualche volta chiede aiuto ad un consulente; questi arriva, valuta le performance aziendali, scopre i problemi e suggerisce le soluzioni migliori, o almeno quelle praticabili; l’imprenditore si rende conto di aver sbagliato qualcosa ma il suo orgoglio gli impedisce di accettarlo, quindi oppone una strenua resistenza ai cambiamenti proposti ed il più delle volte, piano piano, torna nella stessa inaccettabile condizione di partenza.

Quello che andrebbe invece accettato è l’evidenza di fondo di un principio tanto semplice quanto difficile da metabolizzare: quando in un’azienda le cose vanno male, i problemi non vanno ricercati nell’incapacità del mercato di capire la propria iniziativa, o nello scarso impegno dei collaboratori, o nella scarsa disponibilità di Banche e altri Enti a concedere credito; il vero problema è che evidentemente l’imprenditore ha compiuto delle scelte sbagliate, magari anche moltiplicandone gli effetti negativi con comportamenti aziendali distorti.

Se un’idea imprenditoriale è valida o no lo decide il mercato; se il prodotto è quello giusto lo sa chi lo compra; sono i clienti che decidono se sono disposti a pagare un certo prezzo in quanto ritengono equo lo scambio di valore che ricevono dall’acquisto. Tutto il resto sono parole e illusioni che restano nella mente dell’imprenditore.

Come dice Ramsay: “Il cliente deve essere felice di mangiare qui”. Tutto quello che l’imprenditore deve fare è di non chiudersi nella sua visione del mondo e mettersi continuamente in discussione, perché nessuno è infallibile e perché un’idea vincente non dura per sempre.

E se le cose vanno male, deve convincersi che l’unico responsabile è lui stesso, quindi prima cambia i suoi comportamenti e meno probabilità ha di mandare tutto a rotoli.

Se non ce la fa da solo, non c’è nulla di imbarazzante a chiedere l’aiuto di professionisti; meglio abbassare un po’ la soglia dell’orgoglio che la saracinesca.

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 

Principi di diritto in riferimento alla disposizione di cui al riscritto comma 6-quater dell’articolo 19 del d.lgs 165/2001, relativa al conferimento degli incarichi dirigenziali con contratto a tempo determinato ex art. 110, comma 1 del TUEL, è norma assunzionale speciale e parzialmente derogatoria rispetto al regime vigente. Gli incarichi conferibili (contingente) con contratto a tempo determinato in applicazione delle percentuali individuate dal riscritto comma 6-quater dell’articolo 19, del d.lgs 165/2001, riguardano solo ed esclusivamente le funzioni dirigenziali; a detti incarichi non si applica la disciplina assunzionale vincolistica prevista dall’articolo 9, comma 28 del d. l. 78/2010; gli enti che intendono conferire detti incarichi (la cui spesa va considerata ai sensi dell’art.1 comma 557 e 562 della L. 296/2006), oltre ad osservare gli obblighi assunzionali (generali) previsti per tutte le pubbliche amministrazioni (richiamati nella presente deliberazione), devono essere in linea con i vincoli di spesa ed assunzionali per gli stessi previsti dalla normativa in vigore; gli incarichi conferibili in applicazione della disposizione derogatoria di cui al terzo periodo del richiamato comma 6–quater relativa all’utilizzo dell’ulteriore percentuale (3%) prevista e quelli rinnovabili per una sola volta entro l’anno 2012 in applicazione delle previsioni del quinto periodo del medesimo comma, non sono soggetti al vincolo finanziario di cui all’articolo 9, comma 28 del d.l. 78/2010 ma, restano comunque soggetti al vincolo assunzionale di cui all’articolo 76, comma 7, primo periodo, seconda parte, del d.l. 112/2008) (entro il limite del 40% della spesa per cessazioni dell’anno precedente. 

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Di Massimo Vasi (del 03/08/2012 @ 10:45:18, in NOTIZIE DI CONSULENZA IN EVIDENZA, linkato 26779 volte)

È stata presentata in Abruzzo la nuova legge regionale per la promozione e lo sviluppo del sistema economico, definita precisamente come Legge sull’Industria; la nuova normativa prevede un vasto pacchetto di misure volte a favorire lo sviluppo e la produttività delle attività e delle imprese locali, grazie a un plafond di € 130 milioni.

Illustrata dal Presidente della Regione Gianni Chiodi e dall’assessore alle attività produttive e vice presidente Alfredo Castiglione, la nuova legge consiste in un ampio finanziamento per lo sviluppo locale che coinvolgerà lereti di imprese (sono infatti previsti nuovi bandi per circa 9 milioni di euro), i poli di innovazione e i progetti di ricerca.

Sarà attivato anche il Fondo Rotativo per gli Investimenti e la Ricerca (FRI) con € 47 milioni.

Le Reti d’Impresa trovano copertura finanziaria dai prossimi Bandi ABRUZZO 2015 per circa € 9 mln e € 3,5 mln dai FAS. I poli di Innovazione, invece, (otto in tutto) sono stati già finanziati con POR-FESR per € 10 mln e sono già operativi. A ciò si aggiunge la formazione di altri 5 Poli di Innovazione con uno stanziamento previsto di € 4 mln.

I processi di Ricerca e di Servizi sono stati già coperti da un bando POR-FESR per € 16 mln, bandi definiti da tempo. Mentre di prossima uscita ci sono circa € 4 mln per Ricerche o Servizi per i nuovi 5 Poli costituendi.

Le norme previste nella Legge, consentono di utilizzare non appena verranno liberate dal MEF e da Cassa Depositi e Prestiti, anche le somme previste dal Fondo Rotativo per gli Investimenti e la Ricerca (FRI), ben € 47 mln.

Fonte: news Internet / Regione Abruzzo


Contattaci per maggiori informazioni ed assistenza

Articolo (p)Link Commenti Commenti (0)  Storico Storico  Stampa Stampa
 
Pagine: 1