Larry Page e Sergey Brin nel 1998 erano due studenti di Stanford con la fissa per la matematica e senza pensarci troppo nel Settembre dello stesso anno diedero vita nientedimeno che a … Google !! Si proprio lui. Poco dopo la nascita dell’azienda, si ritrovarono senza i necessari fondi per acquistare PC e materiale vario e decisero così di mettere in vendita l’azienda. Volevano venderla per appena un milione di dollari, ma ricevettero solo ed esclusivamente rifiuti e tra questi anche quelli di Yahoo ed Altavista.Siamo onorati di comunicare ai nostri lettori che lo scorso 25 Giugno, due nostre aziende clienti hanno ricevuto un riconoscimento importante dal "Repertorio delle Imprese Eccellenti del Lazio", una iniziativa organizzata dalla CNA Rieti in collaborazione con la CNA Innovazione Emilia Romagna: Fanno parte delle 23 AZIENDE ECCELLENTI DEL LAZIO.
Stiamo parlando di Vetrosabina srl di Passo Corese (Ri) e STF Connessioni di Blera (VT).
Bravi, bravi davvero ragazzi. Noi li conosciamo bene, e sappiamo tutti i cambiamenti difficili, il duro lavoro, l'impegno, la determinazione, il coraggio che hanno messo nel corso di questi anni per ottenere il successo che meritano. Questi anni sono stati anche gli anni della "crisi", ma da bravi imprenditori hanno cavalcato l'onda invece che subirla, sono cresciuti e hanno investito nella loro crescita e quella della loro squadra.
Alberto, Antonio, Francesco, siete persone fantastiche, siamo fieri di voi.
Noi vi consideriamo amici e quindi perdonateci ma ci permettiamo di sentire questo premio anche un pò nostro: quando ce lo avete comunicato i nostri cuori si son riempiti di gioia e soddisfazione e questo articolo ne vuole essere la prova.
Continuate cosi'.... Un abbraccio forte Gianfranco e Gianluca
Maggiori informazioni su CNA RIETI e CNA VITERBO
La Ragioneria generale ha appena pubblicato i risultati della propria attività ispettiva negli enti locali. Dal massimario 2010, è utile trarre il decalogo degli errori più gravi incontrati diffusamente dagli ispettori, per mettere in luce i punti deboli che rimangono nell'attività degli enti. Affidamento appalti. Si aggirano i vincoli dettati dal codice degli appalti, attraverso il frazionamento dell'importo: in questo modo gli enti stanno al di sotto della soglia per il conferimento di incarichi di progettazione con i vincoli comunitari e di quelle per i lavori in economia e in amministrazione diretta. - Anagrafe delle prestazioni. Molte amministrazioni non comunicano al dipartimento della Funzione pubblica le informazioni sugli incarichi conferiti a soggetti esterni (generalità, oggetto, compenso, durata) nè quelli conferiti a dipendenti pubblici e ai propri dipendenti. - Attivazione di nuovi servizi. La parte variabile del fondo per la contrattazione decentrata viene incrementata per l'attivazione di nuovi servizi e/o il loro miglioramento senza che essi siano progettati preventivamente, che determinano risultati tangibili per i cittadini, che la misura degli aumenti sia determinata oggettivamente, ripetendo l'incremento negli anni senza accertare il raggiungimento dell'obiettivo. - Conferimento degli incarichi di collaborazione. Non si rispettano i vincoli dettati dall'articolo 7, comma 6, del Dlgs 165/2001: l'ente non ha adottato un piano, è stato violato il tetto di spesa, non è stata accertata la mancanza di analoghe professionalità all'interno dell'ente, il compenso non è stato determinato con criteri oggettivi, i collaboratori non sono stati scelti con criteri selettivi, è mancata la pubblicità sul sito internet. - Indebitamento. Viene violato il principio costituzionale per cui l'indebitamento è consentito solamente per il finanziamento delle spese per gli investimenti. In particolare, si qualificano come tali altre spese. - Indennità agli amministratori. Sono erogati compensi illegittimi agli amministratori per la remunerazione delle riunioni svolte dalla conferenza dei capigruppo consiliari, l'illegittimo innalzamento e/o la mancata decurtazione delle indennità di carica e gettoni di presenza, il mancato accertamento della presenza e della durata delle riunioni delle commissioni consiliari. - Onnicomprensività del trattamento accessorio. I dirigenti e, anche se in misura minore, i titolari di posizione organizzativa, ricevono compensi in violazione del principio della onnicomprensività delle indennità di posizione e di risultato: gettoni per le commissioni di concorso e di gara, remunerazione di incarichi ulteriori. - Produttività. Questo compenso non può essere erogato sulla base di criteri automatici o "a pioggia", quali ad esempio la presenza e l'inquadramento, ma in modo selettivo sulla base di una valutazione effettuata dai dirigenti, dopo che sia stato accertato dal nucleo il raggiungimento degli obiettivi assegnati ed a condizione che questi, assegnati preventivamente, determinino un apprezzabile miglioramento dei normali standard. - Riduzione del fondo. Il fondo per la contrattazione decentrata deve essere decurtato del salario accessorio in godimento da parte del personale Ata trasferito al ministero della Pubblica istruzione. Gli oneri per il reinquadramento dei vigili e degli operai vanno tolti dal fondo. E così vanno tolte le risorse in godimento da parte del personale cessato per esternalizzazione del servizio. - Tetto alla spesa del personale e alle assunzioni. Occorre rispettare il tetto alla spesa del personale dell'anno precedente negli enti soggetti al patto e del 2004 in quelli non soggetti al patto. Le assunzioni a tempo indeterminato possono essere effettuate nei vincoli dettati dalle finanziarie e non dagli enti che non hanno rispettato il patto. Le assunzioni flessibili non possono essere prorogate più di una volta e in modo da superare il tetto di tre anni e devono essere adeguatamente motivate. Arturo Bianco – Il Sole 24Ore

L'adozione dei fondi per la contrattazione decentrata integrativa nei singoli enti locali
è praticamente impossibile perché mancano le istruzioni sull'applicazione del tetto non
superiore al 2010 e sulla riduzione in caso di diminuzione del numero dei dipendenti in
servizio. Tale ritardo mette in dubbio la stessa possibilità di stipulare i contratti
decentrati integrativi per l'anno 2011. L'annunciata circolare della Ragioneria generale
dello stato tarda infatti a essere emanata e anzi sembra difficile che ciò possa
avvenire in tempi brevi: se infatti sarà confermata l'indiscrezione per cui sul suo
testo la Corte dei conti ha formulato osservazioni, ci vorrà parecchio tempo per avere
una base di riferimento. Alle singole amministrazioni, per evitare di trovarsi in una
condizione di impasse, che potrebbe determinare effetti pesanti sulla quantificazione
delle risorse destinate alla contrattazione, appare utile avanzare la proposta di
definire un contratto ponte con le organizzazioni sindacali, così da destinare le
risorse necessarie per il pagamento delle indennità vincolate dal contratto nazionale,
di dettare i principi per la ripartizione dei compensi collegati alla contrattazione
decentrata e di adottare gli obiettivi necessari per l'assegnazione della produttività.
La circolare 40/2010 della Ragioneria generale dello stato ha chiarito che la
retribuzione individuale di anzianità, e implicitamente gli assegni ad personam, in
godimento da parte dei dipendenti cessati dal servizio non possono andare a integrare
la parte stabile del fondo per le risorse decentrate. Non è chiaro se nel fondo possono
confluire le economie derivanti dalla mancata utilizzazione integrale del fondo del
2010 che eccedono l'analoga cifra derivante dai risparmi 2009 confluita nel fondo
2010. In senso negativo si è espressa la sezione regionale di controllo della Corte del
Veneto con il parere n. 285/2011. Lo stesso parere ha esteso tale interpretazione
anche ai risparmi derivanti dalla mancata integrale utilizzazione del fondo per il lavoro
straordinario. Il parere vieta anche l'inserimento in aumento rispetto all'anno 2010
delle risorse derivanti dalla incentivazione della realizzazione di opere pubbliche, dai
maggiori incassi Ici e dalle vittorie in sede processuale. La sezione regionale di
controllo della Corte dei conti del Piemonte, parere n. 5/2011, applica tale principio
anche alla incentivazione dei vigili urbani tramite una quota dei proventi derivanti dalle
sanzioni per l'inosservanza del codice della strada, con ciò rendendo di fatto
inutilizzabile nel triennio 2011/2013 tale istituto. Non è in alcun modo chiaro se la
riduzione del fondo per le diminuzioni di personale debba essere effettuata sulla base
del saldo 2010 tra assunzioni e cessazioni ovvero se tale operazione debba essere
effettuata con il saldo 2011. Se si opta per la seconda soluzione si pone il problema di
come tenere conto del periodo del 2011 in cui tali unità di dipendenti continuano ad
essere in servizio. Per qualunque delle due soluzioni si opti si deve chiarire se le
assunzioni che, in modo parziale negli enti soggetti al patto di stabilità ed in modo
integrale negli enti non soggetti, possono essere effettuate nell'anno successivo,
vadano a incidere sulla diminuzione del fondo. Si può considerare acquisito che il taglio
non deve essere fatto avendo come base il trattamento economico accessorio in
godimento da parte dei cessati, ma in modo proporzionale, cioè togliendo dal fondo
risorse pari alla incidenza percentuale delle cessazioni sul numero dei dipendenti in
servizio a tempo indeterminato. È opportuno rilevare, a latere, che la circolare della
funzione pubblica 22 febbraio 2011, avallata dalla ragioneria generale dello stato,
sembra consentire alle amministrazioni di conteggiare nei risparmi derivanti dalle
cessazioni anche la quota di diminuzione del fondo che matura. In queste condizioni
costituire il fondo deve essere definito come un azzardo, ma si deve anche tenere
conto del fatto che difficilmente nel 2012 potranno essere riportate le eventuali
economie del fondo 2011, per cui è bene che tali risorse siano utilizzate. La soluzione
migliore è quella di stipulare un contratto decentrato integrativo «ponte» per il 2011,
che in attesa della costituzione del fondo consenta la ripartizione di una buona parte
delle sue risorse, diciamo prudenzialmente nell'ordine dello 80/90%. Esse andrebbero
destinate al finanziamento delle indennità disciplinate interamente dai Ccnl (turno,
reperibili, compensi per giornate festive) e di quelle disciplinate dal Ccdi
(produttività, specifiche responsabilità etc). Per la produttività ci si potrebbe
riservare la integrazione al momento della definizione del fondo le amministrazioni
dovrebbero definire gli obiettivi ed i criteri di valutazione, così da renderne possibile
la erogazione.
Giuseppe Rambaudi – Italia Oggi
“Il tempo è l'unico, vero capitale che un essere umano ha, e l'unico che non può permettersi di perdere.“ Thomas Edison
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Riconoscere lo Stato di Crisi
La maggior parte degli Imprenditori italiani sono persone direttamente impegnate nella propria impresa; lavorano duramente e investono risorse economiche importanti nella propria azienda, ma spesso non riescono a vedere ben ripagati gli sforzi e l’impegno almeno nella misura in cui sarebbe giusto.
In linea generale, l’Imprenditore è qualcuno che, per propria volontà o per una serie di circostanze, è chiamato a ricoprire un ruolo fondamentale nella Società: quello di produrre Reddito.
Purtroppo, per qualche strano meccanismo di rassegnazione, molti Imprenditori cominciano ormai a pensare che sia normale non produrre più Utili o essere troppo indebitati o soffrire continuamente di scarsa liquidità o essere continuamente ingolfati di lavoro e quant’altro deprime la redditività e l’immagine dell’azienda oltre che la loro stessa qualità della vita.
E’ chiaro che non è così. Qualsiasi azienda nasce con il fine ultimo di produrre Utili adeguati, almeno nel medio periodo; per cui se così non è, o non lo è più, l’Imprenditore ha il dovere di intervenire e correggere gli errori che hanno prodotto questo evidente stato di Crisi.
Gestire una Crisi, economica o finanziaria che sia, richiede però rapidità, esperienza e decisione; occorrono professionisti esterni che guardano le cose con occhi nuovi e che non siano coinvolti nell’operatività quotidiana, che poi è spesso la vera causa di tutto in quanto fa perdere la visione d’insieme e la chiarezza degli obiettivi di lungo termine.
Test di “Auto-Valutazione”
· non riesco a pagare puntualmente i fornitori
· ma perché devo pagare le tasse se non ho guadagnato niente?
· i dipendenti costano troppo per quello che producono
· i miei prodotti sono i migliori ma il mercato non li capisce
· i clienti non mi pagano alla scadenza pattuita
· devo fare tutto io altrimenti non si va avanti
· la concorrenza fa prezzi più bassi dei miei
· dovrei fatturare molto di più
· le banche non mi fanno respirare
· per quello che faccio dovrei guadagnare molto di più
· i miei soci non mi aiutano e non capiscono niente
· ho solo un problema di liquidità, altrimenti sarei a posto
· c’è troppa merce in Magazzino
· i dipendenti sono tutti fannulloni: se non ci sei si siedono
· non so mai quanto ho guadagnato veramente
· ma perché dal Bilancio del Commercialista risulta che ho un buon Reddito e invece quei soldi non li ho mai visti?
· ogni volta che devo comprare un macchinario o altro devo contrarre nuovi debiti
· lavoro tanto ma non riesco mai a coprire i debiti
Commentiamo i risultati
Il problema è che la tua Gestione evidentemente non è ottimale, perché tutte le situazioni riportate altro non sono che effetti negativi e costosi di errori più o meno gravi commessi nell’impostazione strategica dell’azienda, nell’organizzazione e poi nell’operatività quotidiana.
Ogni Idea Imprenditoriale, prima di vedere la luce, deve essere studiata e valutata in modo approfondito, pianificando e calcolando quanto più possibile gli effetti nel mercato di riferimento, programmando tempi e modi delle varie fasi di attuazione, strutturando ed organizzando tutte le risorse necessarie, progettando ed attuando un adeguato e puntuale sistema di controllo degli scostamenti rispetto agli obiettivi prefissati.
Lo Stato di Crisi in un’azienda non è mai un caso e non dipende dal comportamento di altri: se, per esempio, ad un certo punto mancano le risorse finanziarie per far fronte ai pagamenti, la vera causa del problema va ricercata molto più in profondità che non nella misura degli affidamenti di credito disponibili; altrimenti è come se per una ferita che si allarga si cercasse un cerotto più grande, invece di curarla…
Molti imprenditori restano troppo invischiati nella gestione operativa della propria azienda e perdono completamente la visione d’insieme, determinando così un andamento cieco dell’attività senza obiettivi e senza strategie coerenti e vincenti per conseguirli.
Ad un certo punto si ritrovano, più spesso di quanto si possa immaginare, a dover gestire problemi economici e finanziari importanti quando ormai hanno già minato sia la solidità che la credibilità dell’azienda.
La comprensione dei diversi circuiti monetari aziendali, sia economici che finanziari, non è un’esclusiva delle grandi multinazionali; con le dovute proporzioni, riguarda anche il singolo imprenditore senza collaboratori. Capire quali sono le attività che effettivamente producono marginalità, quanta ne producono e come viene impiegata, quanta ne resta disponibile in Cassa e perché, è forse uno degli aspetti che più devono motivare le singole scelte aziendali e destare l’interesse degli imprenditori attenti alla stabilità ed alla crescita.
Tutti possono dire: “Come faccio io non può fare nessuno!” . Ma se il problema c’è va risolto.
Che cosa stai aspettando?
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Quella che sto per raccontare è la storia del lecca-lecca più famoso del mondo. Un lecca-lecca che è finito nella bocca di tutti : da Madonna a Ronaldo, da Zidane ad Armani, da James Brown a Robert Altman per noi parlare poi del tenente Kojak.
Il Chupa-Chups nasce a Barcellona nel 1958 per mano di Eric Bernat. Bernet era quello che oggi si definirebbe “un fliglio d’arte”. Lo zio Josep nell’Ottocento era stato il primo caramellaio spagnolo. Il padre,Ròma aveva creato “La gloria”,una fabbrica di biscotti. Eric lavorò per il padre come venditore e successivamente fece il suo ingresso come socio, in una industria dolciaria. L’idea del chupa-chups gli venne pensando ai bambini che si sporcavano le dita mangiando le caramelle, leccandosi poi le mani sporche. Pensò quindi di creare una caramella che si potesse tenere in mano con un bastoncino di legno. La pensata tuttavia non fu accolta in modo favorevole dai soci, il loro scetticismo in merito al prodotto li fece anzi decidere di uscire dalla società.
La Chupa-Chups varcò i confini spagnoli. A metà degli anni Sessanta venne inaugurata la filiale commerciale a New York per la distribuzione negli Usa. All'inizio degli anni Settanta sbarcò in Giappone ed addirittura nel 1995 i lecca lecca Chupa Chups arrivarono nello spazio a bordo della stazione Mir.
Il controllo di gestione assume un ruolo chiave e di supporto agli altri sistemi di controllo e il relativo referto rappresenta induttivamente il documento attraverso il quale è possibile verificare l'effettiva adozione di un efficace sistema di controllo. Inoltre, il referto del Controllo di gestione ex. art. 198 del Testo unico sugli enti locali, se ben progettato e gestito, permette agli enti pubblici locali di rispondere compiutamente agli obblighi della riforma Brunetta in tema di ciclo della performance. Il referto del controllo di gestione costituisce la sintesi del processo del sistema di controllo di gestione, le cui caratteristiche costitutive, sono in grado di denotare la capacità dello stesso di esprimere o meno risultati significativi per i diversi destinatari previsti per legge, oltre ad esprimere la validità o meno del sistema sottostante ai fini informativi che il Testo unico sugli enti locali richiede. Esso non deve essere considerato come un semplice documento consuntivo di periodo, ma come una fase del processo, secondo un modello di pianificazione – programmazione – controllo, che orienta al miglioramento continuo. Tra i destinatari del referto del Controllo di gestione, l'art. 198-bis del Tuel prevede che la struttura operativa alla quale è assegnata la funzione del controllo fornisca la conclusione di tale controllo, oltre agli amministratori ed ai responsabili dei servizi, anche alla Corte dei conti. Al di là del formale inoltro alla sezione regionale di competenza, il referto deve assumere un format in termini di contenuti tale da esprimere effettivamente l'adozione di un sistema di controllo di gestione rispondente alle finalità prescritte dallo stesso dlgs 267/2000. Ciro D'Aries - Alessandro Nonini - Italia Oggi
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Secondo un orientamento consolidato della Corte dei Conti la spesa di personale
sostenuta dalle società partecipate deve essere considerata insieme a quella
sostenuta dagli enti. Il tema è stato rilanciato dalle sezioni riunite con il parere
27/2011 secondo il quale nella quantificazione della spesa di personale non si devono
considerare solo quelle contenute nell'intervento I in quanto «non può essere
sottaciuto» che la modalità di gestione dei servizi e quindi i processi di
esternalizzazione incidono in modo sostanziale: limitarsi al bilancio dell'ente può
risultare non equo. In caso contrario si incentiverebbe un progressivo affidamento
all'esterno dei servizi con finalità sostanzialmente elusive dei vincoli di finanza
pubblica. Per questo si rende «necessario accedere ad una nozione più ampia di spesa
di personale, che vada oltre la rappresentazione in bilancio e tenga conto (…) della
spesa del personale impiegato in organismi esterni». Questi concetti non devono
essere applicati solo alla riduzione della spesa di personale ma anche al rapporto tra
spesa di personale e spesa corrente. Sempre rimanendo nell'ambito delle sezioni
riunite, concetti del tutto analoghi sono contenuti nel parere 3/2011 in materia di
Unioni di Comuni, Comunità montane e Consorzi. Per quanto attiene alle società in
house a totale capitale pubblico, basta citare la Corte dei Conti Campania (parere
98/2011) quando ribadisce che «sono da considerarsi sostenute direttamente
dall'ente locale le spese di personale iscritte nel bilancio della società pubblica in
house, tanto nel caso di partecipazione unica totalitaria, quanto nel caso di
compartecipazione plurisoggettiva».
M.Zamb. - Il Sole 24Ore
Ci si lamenta dei capi, dei collaboratori, dei colleghi delle altre aree aziendali e magari ci si lamenta anche di quanto in azienda le persone si lamentano.

(p)Link
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