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Di Simone Carmignani (del 14/09/2011 @ 23:19:25 in Consulenza Pubblica Amministrazione, linkato 41293 volte)

 

Per la Corte dei conti del Lazio sono fuori dalle limitazioni dell'articolo 19, comma 6, le
assunzioni di dirigenti a contratto effettuate "a monte" con procedure selettive. La
delibera 47/2011 giunge pochi giorni prima dell'adozione definitiva del Dlgs 141/2011,
ovvero il correttivo alla riforma Brunetta, e rischia di creare non poca confusione. La
questione degli incarichi dirigenziali riguarda l'applicabilità del contingente dell'8%
previsto dall'articolo 19 del Dlgs 165/2001 anche agli incarichi a contratto di cui
all'articolo 110 del Testo unico degli enti locali (Tuel). Le sezioni riunite hanno creato
un netto spartiacque: gli incarichi dirigenziali in dotazione organica, disciplinati dal
comma 1, sono di fatto limitati all'8%, mentre rimane in vita la possibilità, prevista al
comma 2, di affidare incarichi extra-dotazione organica, ma nel limite del 5% della
stessa. Per la Corte dei conti del Lazio le cose stanno un po' diversamente. I
magistrati affermano che l'orientamento delle sezioni riunite è riferibile solo agli
incarichi conferibili ex articolo 110, comma 1, in via residuale mediante «contratti di
diritto privato». Quindi, per il conferimento di incarichi «con provvedimento
fiduciario» oppure «intuitu personae», indipendentemente dai soggetti che ne sono
destinatari, vanno rispettati i rigorosi limiti di cui all'articolo 19, comma 6; qualora
invece vi sia una selezione "a monte", tali limiti scompaiono in virtù dell'autonomia
dell'ente locale. L'amministrazione potrebbe quindi disciplinare la necessità di una
selezione/concorso per l'accesso all'incarico dirigenziale ex articolo 110, comma 1, e in
questo caso superare ogni contingente di legge. La tesi lascia certamente qualche
dubbio. Non va infatti dimenticato che tutte le ultime disposizioni normative puntano
a una riduzione della dirigenza a contratto, e certamente non a un suo ampliamento,
come potrebbe accadere con disposizioni regolamentari appropriate.
A chiudere la vicenda ha comunque pensato il Dlgs 141/2011. Il decreto correttivo
permette agli enti locali virtuosi nel rispetto del patto di stabilità di innalzare la
percentuale per cui possono avvalersi di dirigenti a tempo determinato fino al 18%,
precisando espressamente «ai sensi dell'articolo 110, comma 1» del Tuel. Un secondo
intervento fa invece salvi i contratti dirigenziali a termine stipulati prima del 9 marzo
2011 anche oltre la limitazione vigente, purché realizzati nel rispetto delle norme sulle
spese di personale e delle assunzioni a tempo determinato. Vi sono quindi scaglioni
temporali ben chiari che si possono così riassumere: - gli incarichi affidati entro il 9
marzo, anche se superiori all'8%, sono validi fino a scadenza; - gli incarichi affidati
dopo il 9 marzo superiori all'8% non rispettano le norme vigenti (potrebbero rientrare
nella casistica gli incarichi affidati dalle amministrazioni che sono andate al voto
quest'anno); - solamente quando usciranno i decreti per stabilire gli enti virtuosi, si
potrà passare dall'8% al 18 per cento. Vi è poi un altro punto critico. Possono infatti
beneficiare del 18% esclusivamente gli enti collocati nelle fasce di virtuosità,
previste, però, solo per gli enti soggetti a patto di stabilità. Ma cosa accade agli
incarichi dirigenziali a termine nelle amministrazioni non soggette a patto?
Gianluca Bretagna - Il Sole 24Ore


 

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